"Non riconosciamo ciò che non conosciamo."
- Aline Arantes
- 29 lug
- Tempo di lettura: 1 min

Per me questa frase è in netto contrasto con il vasto lavoro di Jung che cerca di far luce sul nostro inconscio, su ciò che è ancora "nascosto", che agisce nella nostra vita - anche in modo negativo - e che ancora non comprendiamo, perché in fondo non lo conosciamo e quindi non lo riconosciamo, non lo vediamo in noi stessi.
Questo processo mi ricorda una citazione attribuita a Jung: " Finché non diventerai consapevole, l'inconscio guiderà la tua vita e tu lo chiamerai destino".
Metteva in discussione il libero arbitrio, perché se fossimo inconsapevoli di così tante parti di noi stessi, le nostre scelte non sarebbero così libere, non sarebbero veramente consapevoli.
Il mio invito è quello di provare a riflettere e cercare le risposte dentro di noi, in un continuo processo di scoperta, di sguardo sulle nostre ombre, che possono nascondere tanta luce, come due facce della stessa medaglia.
Ognuno a modo suo, esercitando il rispetto per i propri tempi, le proprie ansie e paure, ma anche creando costanza e disciplina per andare più in profondità dentro di sé, come un albero che approfondisce le sue radici resistendo alle diverse stagioni.
*Suggerimenti: studiare l'opera di Jung può aiutarti a sviluppare e comprendere meglio determinati aspetti e modi di pensare. Leggi qualcosa sugli archetipi e sulla sincronicità.
Film - Nise: Il cuore della follia (psichiatra brasiliano che studiò con Jung e introdusse la sua psicologia in Brasile).
Libro - Ricordi, sogni e riflessioni - Carl Gustav Jung.



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